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Descrizione

Gozzano è situata a breve distanza dall'estremità meridionale del Lago d'Orta, al centro di un'ampia conca morenica delimitata verso ovest dalle Prealpi che la separano dalla Valsesia e verso est dal corso del torrente Agogna. Il toponino di Gozzano potrebbe derivare dal termine latino "Gaudianum" che significa "zona di godimento" , ma potrebbe rimandare anche al cognome romano "Gaudius" , da cui deriva il cognome attuale "Godi". Prima dell'arrivo dei romani, alcune fonti riportano che Gozzano si chiamava "Usianum", termine riconducibile alla popolazione preistorica di cacciatori degli "Usii".
Gozzano fu abitata già in epoche lontanissime, come testimoniano antichi recipienti di terracotta dell'Età del Bronzo rinvenuti sul territorio. Nel luogo dove oggi sorge il paese di Gozzano probabilmente vi fu un tempo la sede di una grande tenuta fondiaria di epoca romana tardo imperiale (villa). Alla fine del IV secolo si diffuse il Cristianesimo nell'area ad opera di due santi evangelizzatori Giulio e Giuliano. Si trattava di due fratelli,  provenienti dall’isola greca di Egina, che costruirono molte chiese, tra cui quella di San Lorenzo, dove sono state ritrovate lastre tombali, monete, un'anfora, braccialetti, sepolcri, urne di creta ed epitaffi romani. Il primo documento attestante il culto di San Giuliano risale al 919. Berengario I concesse a Dagimberto, vescovo di Novara, la facoltà di tenere un mercato settimanale ed una fiera nel giorno della festa di San Giuliano. Tra le merci d'importazione che ricorrono nei documenti ci sono panni e pellicce e il "denaro" era l'unica moneta coniata circolante nella zona. La pieve di Gozzano si estendeva su un territorio molto vasto: era una delle maggiori della Diocesi e forse contemporanea a quella dell’isola di San Giulio. Nel IX secolo il corpo di San Giuliano fu traslato nella nuova chiesa a lui dedicata, costruita sul colle a levante dell'abitato.
Tra il X e l'XI secolo il colle dove sorge la basilica di San Giuliano fu fortificato e trasformato in castello. La sede pievana, per ragioni di sicurezza, fu trasferita sulla rocca intorno al Castello. L'intero paese fu circondato da un fossato a scopo difensivo, lungo l'attuale via Gentile, e assunse il rango di "Borgo". Fu eretto il Palazzo Vescovile, dove il vescovo di Novara risiedeva durante le sue visite nel territorio della Riviera e dove vi abitava il castellano da lui nominato, che governava e amministrava la giustizia. Al centro del Borgo, sulla piazza S. Giuliano, sorsero il Palazzo della Comunità (Ticial) e le Prigioni. Nel XIII secolo, sulla spinta di un forte incremento demografico, il centro abitato si allargò verso ovest, nell'area tra le attuali vie Dante (un tempo chiamata Contrada della Croce) e Sottoborghetto.
Per quanto riguarda l'agricoltura, essa aveva un ruolo fondamentale qui a Gozzano nel X-XIV sec., anche se questo può apparire strano pensando alla situazione odierna. I boschi trascurati, i terreni pieni di rovi, i pochi orti, i rari prati, campi e vigne non facevano parte del panorama della Gozzano medievale: di fatto, ogni zona pianeggiante era coltivata a campi (cereali, ulivi e castagne), mentre sulle colline trovavano posto vigne e boschi. Questi, specialmente nelle aree più montuose, erano destinati al sostentamento del bestiame minuto (capre e pecore) e dei maiali.
Nel XVI sec. Gozzano contava settecento abitanti, era retto da consoli consiglieri e comprendeva anche gli abitati di Bolzano, Auzate e Bugnate che insieme costituivano la Riviera Inferiore. Le terre della Riviera erano soggette al dominio vescovile ed avevano ottenuto, fin dalla metà del Trecento, dei propri statuti. Il Vescovo riservava per sé i poteri giudiziari e militari. Questa piccola enclave vescovile per anni godette di una certa autonomia, alternando periodi di relativa tranquillità con altri di turbolenza.

Nel XVIII secolo i Savoia si impadronirono dell’Alto Novarese e ottennero il dominio supremo della Riviera di San Giulio, Gozzano e Soriso. Al vescovo venne lasciato il titolo di Principe di San Giulio e Orta. L’occupazione napoleonica (1797-1815) determinò la fine del dominio temporale dei vescovi sul Cusio e Gozzano entrò a far parte del dipartimento dell’Agogna. Nel 1817 si firmò una convenzione per cui l’episcopato novarese rinunciava alla signoria sulla Riviera, in favore del Re Vittorio Emanuele I. Nel 1864 arrivò la ferrovia, un grande edificio per il paese poichè lo sfruttamento delle cave di granito traeva un indubbio vantaggio dalla presenza di un trasporto moderno ed efficiente. Inoltre, la stazione di Gozzano fu per alcuni anni al centro di un interessante movimento di merci e persone.
Nei primi anni del Novecento nacquero a Gozzano le prime industrie: prima le tessiture, poi nel 1926, la Bemberg, industria chimica di filo artificiale. La sua apertura poneva fine ai processi migratori dei gozzanesi, facendo anzi del paese un centro di immigrazione e di inserimento di etnie diverse.
La popolazione del paese crebbe rapidamente e venne a poco a poco abbandonato l’interesse per la coltivazione della terra, favorito dal sorgere di numerose industrie: rubinetterie, ovattifici, minuterie metalliche, lavorazione del granito.
L'assetto attuale del paese è molto cambiato rispetto al passato; tuttavia Gozzano conosceva ancora oggi delle testimonianze, che rimandano all'antichità e alle culture che hanno caratterizzato la nostra zona, e grazie alla sua posizione costituisce la "porta del Lago d'Orta".


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